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Canzoni in Yiddish

"Sempre soli di Shabbat"

Le drammatiche vicende di un gruppo di persone non riconosciute ebree dall'halachah in un commovente romanzo basato su storie reali

di Liv-Chayiah Dodino

L’halachah, la legge ebraica, riconosce come ebreo solo chi può provare di essere figlio di madre ebrea o chi si converte. Ciò ha causato in questo secolo molti problemi a tutti quegli ebrei, e sono moltissimi, le cui famiglie sono state costrette a nascondere le prove della loro appartenenza al popolo ebraico.

Famiglie scampate ai pogrom, alla Shoah o a persecuzioni di vario genere in diversi paesi, sono sopravvissute anche grazie all’adozione di nomi falsi e spesso a finte iscrizioni nei registri delle chiese da parte di preti cattolici e pastori protestanti, i quali le hanno aiutate, a volte per autentica umana pietà, altre volte per denaro. Sotto il regime stalinista molte famiglie ebraiche spesso nascondevano le loro origini persino ai propri figli, non facevano circoncidere i maschi e non davano alcuna educazione ebraica alla prole. Sia durante la Shoah che durante le persecuzioni staliniane alcuni ebrei provenienti dalla Polonia, dalla Russia e da altri paesi dell'est d'Europa scamparono ai massacri con fughe e documenti falsi, per lo più svedesi e finlandesi, ma anche francesi, irlandesi e italiani. In seguito né loro né i loro figli furono più in grado di ritrovare parenti o conoscenti ebrei che testimoniassero la loro ebraicità o documenti che ne provassero l’identità originale presso un Bet Din.
Questo ha creato una categoria particolare di ebrei, quella cui nel libro l’autrice accenna anche come a “la diaspora degli ebrei liberi” ... (continua)

EBRAISMO LIBERO (Laico Umanista)

VILNE

vilne shtot fun gaist un tmimess,

vilne idishlech fartracht

vu ess murmlen shtile tfiles,

shtile ssoides fun der nacht.

oftmol seh ich dir in cholem,

heyss gelibte vilne mayn,

un di alte vilner geto

in a nepldiken shayn.

vilne, vilne, unser heymshtot

unser benkshaft un bager.

ach vi oft ess ruft dayn nomen

fun mayn oygt aroyss a trer.

vilner gsslech, vilner taichen

vilner velder, barg un tol,

epess noyet, epess benkt zich

noch di zaitn fun a mol.

 

Canzone Yiddish:

Parole di L. Volfson

Musica by A. Olshansky

Immagini e pensieri

di Liv-Chayiah Dodino

 

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