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Anche in Italia

l’antisemitismo è un reato perseguibile d’ufficio.

Chiunque sia testimone o vittima di episodi di antisemitismo può e deve denunciarli!

Si ricorda che per denunciare qualunque caso di razzismo antisemita è sufficiente scrivere una denuncia in duplice copia, comperare la marca per i “diritti di segreteria” in tabaccheria e andare in Procura a depositare la propria denuncia, facendosi consegnare la ricevuta timbrata e firmata.

Una volta depositata la denuncia in Procura, l’iter procede da sé.

Se siete vittime o testimoni di vessazioni, pressioni psicologiche, mobbing, discriminazioni ecc. che sospettate siano dovute ad antisemitismo, ma pensate che non ci siano prove sufficienti per perseguire legalmente i colpevoli, rivolgetevi ad uno dei comitati di monitoraggio e difesa contro le discriminazioni antisemite. Fornite una descrizione dettagliata dei fatti e aiutateci ad ampliare le nostre possibilità di monitoraggio sull'antisemitismo e ad individuare i razzisti.

Il Comitato Liten Shtibl Contro l'Antisemitismo è presente da tempo anche in Italia.

Per contattarci scrivete a litenshtibl@hotmail.com

specificando nell'oggetto: caso di antisemitsmo

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La legge italiana sulle festività ebraiche in realtà discrimina i lavoratori ebrei

In Italia la discriminazione razzista e specificatamente antisemita per quanto riguarda i lavoratori nel settore pubblico è molto ben camuffata nella legge 101, 8 marzo 1989, art 4.
La legge teoricamente riconosce al lavoratore ebreo il diritto di celebrare alcune festività religiose ebraiche, ma di fatto lo discrimina. Infatti, qualunque lavoratore cristiano, anche se non credente, ha la possibilità e il diritto di festeggiare tranquillamente le ricorrenze cristiane quali Natale, Pasqua, Ognissanti, Immacolata Concezione ecc., senza alcun obbligo di recuperare tali feste con ore di lavoro e, naturalmente, non viene obbligato a celebrare feste e ricorrenze ebraiche o comunque estranee alla sua cultura e religione. Il lavoratore ebreo ( ma lo stesso vale per chiunque appartenga ad altra cultura non cristiana) nel settore pubblico, al contrario, è obbligato a rimanere a casa nei giorni che coincidono con le feste cristiane, anche se ovviamente non le festeggia e potrebbe quindi senza alcun problema recarsi al lavoro. Il suo diritto a celebrare le ricorrenze ebraiche è invece leso dal fatto che egli non può comunque godere pienamente della giornata di festa ebraica, in quanto questa non gli viene riconosciuta tale, ma semplicemente concessa come permesso da recuperare con altrettante ore di servizio straordinario non retribuito. E' quindi vero che mentre ai lavoratori almeno nominalmente cristiani viene riconosciuto il pieno diritto a celebrare le loro feste, ai lavoratori ebrei questo diritto è negato. Si tratta di una legge ipocrita e discriminatoria, che penalizza gli ebrei per la loro appartenenza ad una cultura diversa da quella maggioritaria. Per combattere l'antisemitismo implicito in questa legge si deve quindi consentire agli ebrei di andare a lavorare normalmente durante le festività legate alla religione cristiana, per esempio nelle feste di Natale, Pasqua ecc, e di usufruire di un numero equo di giornate festive durante le festività ebraiche, Pesach, Rosh HaShanah, Kippur ecc, esattamente alla pari con i loro colleghi cristiani. Finchè la legge italiana non consentirà l'autentica parità di diritti anche ai lavoratori ebrei, sarà più onesto ammettere che in Italia esiste la discriminazione culturale e religiosa nei loro confronti e che tale discriminazione è sancita dalla legge.
E' proprio l'ipocrisia di tale legge a consentire e fomentare la discriminazione nei confronti degli ebrei in alcuni luoghi di lavoro. Laddove già esista una componente razzista antisemita, la legge 101 così come concepita ed attuata non fa altro che alimentare l'odio dei lavoratori razzisti nei confronti del lavoratore ebreo, il quale viene facilmente fatto oggetto di soprusi discriminatori di vario genere e talora di mobbing.


27 gennaio

“Giornata della memoria”
per non dimenticare le vittime della Shoah

Il 27 gennaio del 1945 è stato liberato il campo di sterminio di Aushwitz da parte dell'esercito sovietico.
La legge n° 211 del 30 Luglio 2000 ha stabilito che il 27 gennaio e' la giornata della memoria.
In tutta Italia si effettuano manifestazioni per ricordare i tragici eventi della seconda guerra mondiale e far conoscere ai nostri ragazzi la Shoa.

Invitiamo ogni anno tutti i cittadini, in particolare le autorità e i dirigenti delle istituzioni scolastiche, degli uffici pubblici e privati, i gestori e i proprietari di negozi e altri luoghi aperti al pubblico a dare la più ampia diffusione all’iniziativa e a favorire al massimo l’attuazione di un minuto di silenzio, possibilmente dalle ore 11,59 alle 12,00 da parte di tutti i presenti.
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Il Comitato LS per la lotta contro l’antisemitismo, in collaborazione con il Centro Internazionale Simon Wiesenthal, invita tutti gli operatori della scuola e le autorità competenti a non consentire l’entrata nelle scuole pubbliche di progetti proposti da cosiddette organizzazioni per i diritti umani fortemente politicizzate e niente affatto imparziali. Tra queste segnaliamo Amnesty International che, sebbene lavori ufficialmente per la difesa dei diritti umani, si è sempre in pratica schierata decisamente contro il popolo ebraico nascondendo il suo antisemitismo dietro la facciata delle critiche ad Israele, talora assolutamente ingiuste, come risulta chiaramente in una grande quantità di documentazioni. Sebbene ultimamente Amnesty abbia rilasciato un documento in cui finalmente riconosce la qualifica di terroristi agli assassini di ebrei israeliani innocenti, ciò non è certo sufficiente a cancellare anni di complicità e solidarietà con tali assassini e di colpevole silenzio nei confronti di un paese perennemente sotto attacco come Israele. Chiediamo quindi che non vengano inseriti nella scuola progetti proposti da attivisti di tale organizzazione ancora troppo antisemita, quali il progetto Amnestykids e simili, finchè Amnesty e altre ONG non avranno provato senza alcun tema di smentita di rifiutare definitivamente qualsiasi attività atta a promuovere l’antisemitismo.

Ricordiamo sempre che l’antisemitismo è un reato perseguibile per legge.

 

 

Grazie a tutte le amiche e a tutti gli amici che vorranno collaborare.

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